San Rabano: gioiello medievale nel Parco della Maremma

Circondata da boschi di macchia mediterranea, nascosta nella sella tra due colline. Là, nel cuore del Parco della Maremma si trova San Rabano, una delle abbazie più potenti ed importanti della Maremma medievale. Se la si guarda da lontano appare come un puntino bianco circondato dal verde, e probabilmente a queste due caratteristiche del territorio in cui sorge deve il suo nome. Il termine Rabano deriva, infatti, probabilmente da "albarium", cioè "bianco", riferibile al colore della pietra calcarea con la quale è costruita, oppure ad "arbor", cioè "albero", riferibile al bosco che la circonda.
Qualunque sia l'origine del suo nome, sappiamo per certo che in molti lo conoscevano, perché era il punto di riferimento per il controllo e l'amministrazione delle risorse del territorio. Il luogo su cui venne costruita è certamente un punto strategico perché si trova a poca distanza dalla  “Strada della Regina”, che permetteva il collegamento tra l’antico tracciato dell’Aurelia, ed il mare. La zona circostante l’abbazia venne disboscata, terrazzata e sistemata per poter permettere la coltivazione di piante quali l’olivo e la vite; con ogni probabilità fu introdotta la quercia da sughero e poco distante si sviluppò un piccolo villaggio di cui rimangono oggi pochi resti sepolti dalla vegetazione. Tra l'XI e il XII secolo divenne così importante che arrivò a riscuotere decime e ad amministare territori al confine con il Lazio e la sua ricchezza vide nascere ben presto la necessità di una fortficazione che venne portata a termine probabilmente verso la fine del XIII secolo.
La struttura che resta oggi è imponente, con mura massicce che resistono, nonostante il tempo. I recenti scavi archeologici hanno portato alla luce un cortile centrale con cisterna, i resti di canalette per la raccolta delle acque piovane, una entrata carrabile ed una più piccola, un ambiente provvisto di forno vicino alla torre dell’Uccellina e una struttura circolare, una preesistente torre d’avvistamento, ritenuta il nucleo più antico del complesso e del tutto inglobata nelle murature successive. Si individuano poi ambienti ad uso di lavatoio, forse uno scriptorium (esistono documenti medievali scritti in questa struttura ed ora conservati in altre biblioteche) e un’altra cucina riferibile ad ambienti ad uso di foresteria e di accoglienza dei viaggiatori. Dell’abitato circostante non restano che poche tracce nel bosco, alcune cisterne e rovinati perimetri murari che non risultano ancora indagati e studiati. 
Il campanile conserva all'interno una scala che portava fino alla cima e poggiava su archi sorretti da colonne e pilastri; all'interno della chiesa sono stati trovati resti della pavimentazione in marmi policromi e della copertura a volta costolonata, uno dei più antichi esempi in Toscana.
Quando si arriva a San Rabano questa magnificenza si respira ancora e, nonstante l'aspetto odierno sia quello di una vecchia signora impolverata, l'Abbazia conserva ancora tante storie, tante leggende, tanta vita da raccontare.

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